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SARO-WIWA
NON MI PIACE L'AFRICA
ispirato ai testi di Paul Niger "Non mi piace questa Africa"
e Ken Saro-Wiva " Anche questa Nigeria"
con
Roberto Biselli voce
Gerard Antonio Coatti musica, trombone, conchiglie, live-electronics

Due momenti storici definiti, due anime, due voci: Paul Niger che canta,
negli anni 60 in piena negritudine, il suo mitico desiderio di ritorno
allAfrica madre, origine della sua matrice poetica ed umana. UnAfrica
finalmente degna del nuovo rispetto nel consesso umano. Ma Ken Saro-Wiwa,
a partire dagli anni 80, urla la fine delle illusioni, lui intellettuale
scomodo per il regime nigeriano, imprigionato, torturato, impiccato; urla
la vendita della madre patria al nuovo colonialismo delle economie globali
a cui la giunta militare si è asservita, urla senza mezzi termini,
urla piangendo, urla con ironia devastata, urla contro la confusione delle
coscienze e delle consapevolezze.
Questo materiale poetico è stato trattato come poesia assoluta,
volutamente non come citazione africaneggiante o vagheggiamento di nuove
idealità: come poesia, parola ritmica, carnale, sporca, diretta,
luminosa. Può esser definito un oratorio civile, nella richiesta
di attenzione ad una delle contraddizioni più evidenti ma meno
rivelate lAfrica è un po passata di moda nella
globalizzazione culturale planetaria al mondo occidentale ed al
suo colonialismo di ritorno.
Alle parole un forte contrappunto, uninterferenza significativa:
la musica di Antonio Coatti musicista riminese da tempo impegnato
nella ricerca di sonorità transitive - che amplifica ed integra
la distanza, non allude, sospende; il suono delle conchiglie, in particolar
modo, evoca quellidea universale della poesia come ritmo emotivo
del mondo ( Dante docet)
Roberto Biselli, insieme alla compagnia di cui è
direttore artistico, il Teatro di Sacco di Perugia, ha intrapreso negli
ultimi anni un percorso di studio attorale sulla relazione ed interferenza
fra musica e parola che lo vede protagonista di alcuni progetti con musicisti
di varie estrazioni, classici, jazz, ambient, ricerca. Tra i vari ricordiamo
"TRE RIGHE APPENA: GREGORI SAMSA", dalla Metamorfosi di F.Kafka,
in collaborazione con la Synphonia Perusina; "BIG BEAT JACK GENERATION",
su testi della beat Generation, con VICEVERSA, DJ Red zone; "IL COLOMBRE"
dallomonimo racconto di D. Buzzati, con il Coro di S. Spirito che
ha eseguito una partitura originale a cappella di M. Pontini: sino al
recentissimo "LA CROCIATA DEI BAMBINI" da M. Schowb, con i MILITIA,
storico gruppo di musica underground, che ha presentato a Perugia nelledizione
2001 della Sagra musicale Umbra.
Gerard Antonio Coatti, riminese, dopo il diploma di conservatorio
in trombone e una tesi di laurea sul "Flauto magico" di Mozart
ha collaborato con gruppi come Ella Guru, Musica nel Buio, N:O:R:M:A e
musicisti come Misha Mengelberg, Tony Coe, Chris Cutler, Phil Minton,
Wolter Wierbos. Da alcuni anni ha intrapreso un suo personale percorso
di ricerca che lo porta ad attraversare come strumentista, compositore
e creatore di progetti originali campi musicali ed artistici diversi (
dal jazz alla sperimentazione di matrice rock, all'improvvisazione radicale,
alla musica per il teatro, alla sonorizzazione di film muti, alla musica
per il cinema, alla musica antica e alla rielaborazione di musiche etniche
di varia provenienza). In particolar modo con il progetto SHELLVIBES è
arrivato alla creazione di vari ensamble basati sulluso della conchiglia
come strumento musicale e alla creazione di musiche originali per produzioni
teatrali e cinematografiche
.
".......la musica accompangna i testi riproponendo melodie e canti
nostalgici nel primo momento dello spettacolo e rabbia, dolore, confusione
nel secondo...molto interessante l'uso che Coatti fa delle conchiglie,
suonate con fiato e modulate nei suoni con le mani....Roberto Biselli
ben interpreta nell'uso della voce la confusione del poeta che si domanda
come riesca ad amare o odiare la stessa cosa, la Nigeria...."
Carla Romana Antolini LIBERAZIONE 19/4/02
Lo spettacolo necessita di un luogo sufficientemente raccolto per
essere apprezzato nella sua dimensione più efficace, sia esso al
chiuso o allaperto.
Si richiedono 6 proiettori da 1 KW bandierati, due microfoni
voce Shure o Sennhaiser con asta, un lettore cd, amplificazione
adeguata allo spazio con la possibilità di utilizzare il lettore
nello spazio scenico collegato allamplificazione centrale.

KEN SARO-WIVA: qualche breve nota
Ken (Kenuie Beeson) Saro-Wiwa è stato impiccato il 10 novembre
1995 nella prigione di Port -Harcourt, in Nigeria. Ucciso da un regime
efferato e corrotto per aver alzato la voce contro l'arroganza e la violenza
del potere politico, del potere militare e del potere economico rappresentato
dalle multinazionali petrolifere. Il resto del mondo ha pianto, ha protestato,
e ora si appresta a dimenticare. Per evitare di infastidire troppo coloro
che Saro-Wiwa aveva denunciato.
Lo scrittore e drammaturgo nigeriano era nato il 10 ottobre 1941 a Bori,
nei pressi di Port-Harcoun, capitale del River State. Ha studiato all'università
di Ibadan, dove era presidente della Società
Drammatica e attore del Teatro Viaggiante. Ha ricoperto cariche politiche
e dal 1991 si è dedicato completamente alla causa degli Ogoni,
il suo popolo, contro lo sfruttamento e il disastro ambientale creato
dagli impianti della Shell e l'arroganza del potere di Lagus. Fino alla
sua condanna a morte con altri 8 militanti.
Presidente dell' Associazione degli Autori Nigeriani fino al 1991, Ken
Saro-Wiwa è stato uno degli scrittori più rappresentativi
del suo paese con Wole Soyinka (premio Nobel per la Letteratura 1986 perseguitato
dalla giunta militare di Lagus e attualmente in esilio) e Chinua Achebe.
Le opere più importanti di Saro- Wiwa (teatro, letteratura, poesia,
saggistica, pamphlet, racconti per l'infanzia) non sono tradotte in italiano.
Alcuni titoli: Tambari (1973), Tambari in Dutalla (1973), Sozaboy (1985),
Songs in a time of war (1985), A forest of Flowers ( 1986), Basi and Company
( 1987, fu anche un programma televisivo di successo), Prisoner of Jebs
(1988), Adaku (1989), Similia (1991).
Di Saro-Wiwa esistono finora poche traduzione in italiano; fra queste
il radiodramma La radio a Transistor, pubblicata in in TeatroAfricano
(ed. Jaka Book, 1976). Un breve testo dove sono già concentrati
i principali temi di Saro-Wiwa: lo sradicamento delle popolazioni africane
di fronte a modelli di sviluppo alienanti, l'elezione di personaggi popolari
a protagonisti della vicenda su cui si rifrangono decisioni e "giochi"
più grandi di loro, un linguaggio "in decomposizione"dove
l'inglese si deforma a contatto con idiomi e gerghi, e un continuo passaggio
di registro dal tragico al comico, dal surreale al grottesco senza mai
perdere di vista una lucida e amara analisi sociale e politica.
Il 10 novembre 2005, in occasione del decennale della morte, è
stato finalmente pubblicato da Baldini , Castoldi e Dalai SOZABOY, il
suo romanzo più significativo.
Ci piacerebbe sollecitare anche la traduzione del Saro-Wiva drammaturgo,
nonché di altri autori africani ancora ignorati dalla nostra editoria,
e che invece costituirebbero, in molti casi, una necessaria linfa vitale
(oltreché un necessario aggiornamento) per la letteratura teatrale
LA NIGERIA, IL PETROLIO E IL CASO KEN SARO-WIWA
Con i suoi 100 e più milioni di abitanti, la Nigeria è il
gigante dellAfrica. La sua vita politica, dopo lindipendenza,
è stata particolarmente tormentata, con una serie ininterrotta
di colpi di stato militari, crisi istituzionali a catena, una guerra civile,
una difficile coesistenza fra Islam e Cristianesimo. Daltra parte,
la Nigeria è un grande paese, ha una società civile vivacissima,
il suo mondo culturale e universitario è fra i più attivi
in Africa, un suo scrittore è stato insignito del Premio Nobel
per la letteratura, un suo cardinale potrebbe essere fra i candidati più
autorevoli al papato in uno dei possimi Conclave. Da quando è stato
eletto un presidente che gode di consenso allinterno e di un notevole
prestigio allestero, la Nigeria è, con il Sud Africa, uno
dei protagonisti più importanti della politica africana e del nuovo
progetto di partenariato fra Africa e Europa.
Alla base della ricchezza, ma anche dei problemi, della Nigeria cè
il petrolio. La Nigeria è il primo produttore di petrolio di tutta
lAfrica a sud del Sahara. A partire dagli anni 50, Shell Nigeria
ha estratto una quantità enorme di petrolio dalla regione di insediamento
della popolazione Ogoni, nellarea del delta del Niger. La popolazione
Ogoni non solo è stata privata dei profitti derivanti dalle risorse
naturali delle sue terre, ma vive ancora in gran parte senza elettricità
ed acqua corrente. Inoltre, per effetto dellattività petrolifera,
sia il terreno sia lacqua sono stati inquinati da oleodotti aperti,
fuoriuscite di petrolio e combustione di gas.
Guidato da uno scrittore candidato al Premio Nobel per la pace, Ken Saro-Wiwa,
il Movement for the Survival of the Ogoni People- Mosop (Movimento per
la Sopravvivenza del Popolo Ogoni ) iniziò a manifestare per ottenere
delle riforme e chiese un risarcimento alla Shell. La repressione del
governo, presieduto allora da un militare, il gen. Sani Abacha, fu spietata,
con uccisioni, arresti e torture soprattutto fra i militanti Ogoni. Il
regime non voleva naturalmente mettere a repentaglio la lucrosa rendita
petrolifera. Fra il gen. Abacha e la Shell esisteva di fatto una complicità
che serviva a perpetuare da una parte un potere autoritario e dallaltra
uno sfruttamento del territorio fuori dei normali criteri di salvaguardia
dellambiente. Di fronte al crescere del movimento di protesta, nel
1993 la Shell decise di abbandonare i territori Ogoni, inducendo, per
reazione, il regime nigeriano a inviare lesercito a schiacciare
definitivamente gli Ogoni.
Il 10 maggio 1994 Ken Saro-Wiwa dichiarò: La situazione è
grave. Lesercito nigeriano sta per arrestarci e giustiziarci. E
tutto per colpa della Shell. Dodici giorni dopo fu effettivamente
arrestato e processato per omicidio: un caso oscuro di violenza allinterno
di una convulsa disputa politica. Prima che gli venisse comunicata la
sentenza, Saro-Wiwa si rivolse alla corte dicendo: Io e i miei compagni
non siamo i soli sotto processo. Anche la Shell è fra gli imputati.
Lazienda è riuscita a sottrarsi a questo processo ma verrà
di certo anche per lei il giorno del giudizio. Il 10 novembre 1995,
nonostante le pressioni della comunità internazionale, inclusi
i governi canadese e australiano e, in misura minore, Germania e Francia,
il regime militare nigeriano procedette allesecuzione di Ken Saro-Wiwa
e di altri otto leader Ogoni che avevano animato il movimento di resistenza
contro la Shell. Latto provocò un vero e proprio incidente
diplomatico mentre in Nigeria si ripetevano le agitazioni e le proteste
boicottando i distributori di benzina della Shell. A San Francisco i sostenitori
di Greenpeace inscenarono una lugubre rappresentazione dellimpiccagione
di Ken Saro-Wiwa facendo penzolare un manifestante dalla torreggiante
insegna di una pompa di benzina Shell.
La Shell, alle prese con laffondamento di una piattaforma petrolifera
al largo della costa scozzese, era invischiata contemporaneamente in uno
scandalo per la violazione dei diritti umani in Nigeria, dove aveva proceduto
anche a licenziare parte del personale che lavorava nei pozzi.
Dato che Ken Saro-Wiwa era un poeta e un drammaturgo noto a livello internazionale,
della sua tragica vicenda si occupò il Pen Club nel quadro delle
sue iniziative a favore della libertà di informazione e dellarte.
Scrittori del calibro del grande commediografo inglese Harold Pinter e
di Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana vincitrice del Premio Nobel,
hanno fatto propria la causa di Ken Saro-Wiwa e del suo diritto di esprimersi
liberamente contro la Shell e hanno trasformato la sua persecuzione nel
più importante caso di violazione della libertà di espressione
dopo la scomunica a Salman Rushdie, dichiarato infedele dal
governo iraniano, che ha anche messo una taglia sulla testa. In un articolo
sul New York Times, la Gordimer ha scritto che acquistare
il petrolio nigeriano nellattuale situazione equivale ad accettare
di comprare petrolio in cambio di sangue, il sangue di altri esseri umani,
una specie di riscossione della pena di morte a carico dei nigeriani perseguitati.
Ken Saro-Wiwa è stato ucciso perché combatteva per proteggere
lambiente in cui viveva, un ambiente che racchiudeva in sé
molto più del semplice paesaggio fisico saccheggiato e deturpato
dallinvasione del delta del Niger da parte della Shell. La persecuzione
degli Ogoni ad opera della Shell con il sostegno del regime militare della
Nigeria è un problema sia di natura ambientale che sociale: è
infatti risaputo che le aziende che sfruttano le risorse naturali ridimensionano
in fretta i loro principi morali quando si tratta di trivellare e scavare
nei paesi del Terzo Mondo.
Nella figura e nellazione di Ken Saro-Wiwa confluivano ideali quali
libertà civile e lotta al razzismo, ambientalismo e lotta al capitalismo,
ecologia e diritto al lavoro. Il tondeggiante marchio giallo canarino
di Shell, una sorta di Golia contrapposto a Davide-Saro-Wiwa, divenne
il nemico comune di molti movimenti sparsi per il mondo e di cittadini
comuni, al punto che vari governi inserirono il problema nellagenda
della politica internazionale. Ma anche se non è riuscita a tornare
nella terra degli Ogoni, la Shell continua le sue attività in altri
punti del delta del Niger dando origine a nuove tensioni. I problemi sono
quelli di sempre: inquinamento della terra, danni allindustria della
pesca, combustione dei gas e delle esplosioni; le popolazioni sono stanche
di vivere nella povertà e nel degrado mentre dalle viscere della
loro terra ricca di petrolio vengono pompati e portati via profitti colossali.
E sempre attuale il monito nel quale Ken Saro-Wiwa ha sintetizzato
lingiustizia di cui soffre il suo popolo: Se vai a un distributore
di benzina hai a disposizione le attrezzature e le strutture più
moderne per fare il pieno della tua auto. Poi arrivi al villaggio più
vicino e vedi che mancano cibo e acqua potabile. È da qui che nasce
la protesta.
Versione rivista e adattata di un brano di No Logo - Economia
globale e nuova contestazione di Naomi Klein
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